Racconto del viaggio
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Il Viaggio
E' agosto, tempo di vacanza. Abbiamo deciso da molti mesi che la meta di quest'anno sarà il Marocco, voglio portare Marina e i bambini a visitare questo splendido paese.
Il viaggio viene accuratamente preparato, utilizzando le guide Lonely Planet, Polaris e Rough Guide (quest'ultima nella edizione inglese).
La cartografia disponibile, calibrata per il GPS, comprende mappe 1:200.000 e 1:100.000 per la zona dell'Atlante.
La macchina, il fedele Pajero DiD corto, è pronta per il viaggio.
Come al solito, carichi di buoni propositi e troppi bagagli, si parte.
Trasferimento Italia-Marocco
Non consideriamo ingenuamente che la nostra stessa idea l'hanno avuta i marocchini sparsi per l'Europa, per lo più in Francia e Spagna.
La prima giornata di viaggio, da Milano a Barcellona (meta prefissata e tappa intermedia con albergo prenotato), è pesantissima. Siamo capitati in mezzo ad una ondata migratoria, da nord a sud, che coinvolge europei e magrebini, tutti diretti verso le agognate vacanze, in Spagna o ancora più a sud.
Arriviamo a notte inoltrata a Barcellona, fortunatamente troviamo subito l'hotel e ci riposiamo. Non sono così fortunati i tanti marocchini che vediamo addormentati di fianco alla propria vettura, solitamente stracarica, nelle piazzole delle aree di servizio spagnole.
Il giorno successivo, riposati e rifocillati, ripartiamo alla volta di Algeciras. Questa tappa è meno problematica e arriviamo in serata al porto pronti per imbarcarci. Perdiamo il traghetto delle 22 e restiamo in attesa sul molo. Il successivo parte alle 2, non capisco con quale criterio, probabilmente quando la banchina è piena viene aperto l'imbarco.
Ancora una volta arriviamo a notte fonda a Ceuta, altro hotel e riposo, 2 ore di fuso orario come bonus ci consentono di minimizzare l'impatto.
Mediterraneo
Dopo aver espletato velocemente le formalità di frontiera entriamo in Marocco da Ceuta. Siamo sulla turisticissima costa mediterranea, seguono paesi e villaggi turistici, hotel e belle spiagge, residence privati. Arriviamo a M'Diq e poi a Cabo Negro, ma è tutto esaurito. Anche i Marocchini sono in ferie, e questo tratto di costa è estremamente gettonato perchè raggiungibile velocemente da Tangeri e da Casa, ma anche balneabile al contrario dell'oceano.
Troviamo posto fortunatamente per una notte a Cabo Negro. Mentre ci riposiamo sulla spiaggia, unici stranieri, si presenta Yussef, gentile e ospitale come i marocchini sanno fare, e con grande nonchalance ci racconta la sua storia e il suo (fortunato) vivere tra Cabo Negro e Tetouan.
Si offre di accompagnarci a fare un giro a Tetouan, cittadina vicino alla costa mediterranea, appartenente alla zona controllata in epoca coloniale dagli spagnoli. La medina è patrimonio mondiale dell'Unesco. Lo portiamo volentieri con noi, perchè una guida del luogo può sempre aiutare, poi proseguiremo per i monti del Rif.
Tetouan è una bella cittadina, un o' meno al di fuori dei circuiti turistici, con una bella medina. Dopo la visita proseguiamo per Cehfchouan attraversando una parte dei monti del Rif.
Monti del Rif e Chefchouan
I monti del Rif, appena a sud della costa mediterranea, formano una serie di catene montuose non più alte di 2000 metri. Fino a poco tempo fa si caratterizzavano come una delle principale zone di produzione della cannabis a livello mondiale, e attraversarli non era sempre piacevole perchè era facile entrare nel mirino di qualche trafficante che vuole vendere a tutti i costi una partita di hashish.
Ora la situazione è cambiata e sono in atto progetti di riconversione. Nonostante questo, durante il breve tragitto verso Chefchouan contiamo almeno 3 persone che, all'interno delle molte curve fatte dalla strada di montagna, ci fanno cenni e mostrano un panetto nero sul palmo della mano.
Chefchouan è una splendida cittadina a mezza costa sui monti del RIF. La medina è a dimensioni d'uomo e si percorre facilmente a piedi. E' estremamente curata e tinteggiata con diverse sfumature di azzurro su fondi bianchi. Al suo interno si trovano interessantissimi alberghetti costruiti intorno ad un piccolo cortile ed estremamente curati nelle decorazioni e nei colori.
Fes
Alto Atlante
Valle delle Rose
Djebel Sarho
Zagora
Da M'Hamid a Foum Zguid toccando l'erg Chigaga
Il pomeriggio, a Zagora, approfitto di un momento di riposo di Marina per portare i bambini a fare un giro a dorso di cammello sulle dune e ... per capire se è possibile espugnare l'Erg Chigaga da soli e senza guide.
Porto i bambini a M'hamid, estremo lembo sud della lingua d'asfalto che termina all'approdo nord marocchino del Sahara, con l'intento di informarmi sullo stato delle piste. Dopo aver percorso velocemente i 90 chilometri che separano Zagora da M'hamid (il nastro di asfalto è perlopiù dritto e senza traffico), chiedo alle agenzie locali informazioni sulla possibilità di percorrere senza guida la pista verso l'erg Chigaga.
I pareri sono discordi, alcuni dicono che è una tratta frequentata, altri sostengono che da soli è meglio essere prudenti e farsi accompagnare almeno da una guida o da un fuoristrada.
Da buon padre di famiglia penso che sia meglio evitare rischi e problemi e mi faccio accompagnare da Abdullah, giovane guida figlia di nomadi che conosce perfettamente il territorio ed è in grado di guidarci verso l'Erg Chigaga, raccontandoci delle difficoltà della vita dei nomadi e delle opportunità offerte dal turismo. I suoi genitori, ci racconta, sono a sud dell'erg con i cammelli, e siccome non è periodo di alta stagione il lavoro che trovano serve per garantire la sussistenza e nutrire gli animali durante l'estate.
La pista verso Erg Chigaga è costituita da poche tracce che percorriamo non senza insabbiamenti durante una tempesta di vento che ci ricorda le invernali nebbie milanesi ...
Erg Chigaga è costituito da spettacolari dune alte fino a duecento metri, raggiungibili dopo almeno 3 ore di fuoristrada su una pista inizialmente su sabbia e poi via via più agevole e segnata. Ai bordi dell'erg alcuni campi per turisti che consentono a molti di vivere l'avventura del deserto. Non essendo attrezzati con tenda e vettovaglie usufruiamo volentieri di questa ospitalità e a cena simao seduti intorno ad un tavolo dove ci viene servito un gradito tajine con cous cous.
Trascorriamo la notte sotto le stelle, lo spettacolo è indimenticabile ... assistiamo ad un filmato HD degno del miglior planetario. Tutti sono contenti ed appagati, tra l'altro anche se ad agosto dopo il tramonto dormiamo con una coperta di lana.
L'indomani si parte, destinazione Foum Zguid su una tratta meno frequentata dai turisti. Abdullah ci guida tra le lingue dell'Erg e ci illustra quanto un territorio così difficile ed estremo sia ricco di vita e abitato dai nomadi.
Vediamo spesso nomadi con i loro animali in capanne o tende, ogni volta ci fermiamo e Abdullah saluta affettuosamente amici o parenti lontani. Questo territorio a prima vista ostile si dimostra in realtà ricco di tracce di vita ... tocchiamo svariati pozzi dove i nomadi abbeverano gli animali e ripristinano le scorte di acqua.
A bordo pista troviamo alcuni segnali, uno indica la presenza di una scuola nomade, a garanzia di una adeguata istruzione per le nuove generazione, un altro segnala la presenza di un bar e punto di ristoro gestito da nomadi, con tanto di sito WEB ... globalizzazione per tutti.
Attraversiamo l'erg Irki, preistorico lago fossile, a gran velocità. Il fondo è piatto, consistente e liscio, grande distesa bianca sotto le gomme della fida Pajero.
Successivamente il tratto di pista passa in una zona pietrosa piena di fossili, a testimonianza di un passato vivissimo e ricco di vita. Più avanti la pista ritorna pietrosa, ci avviciniamo a Foum Zguid. All'arrivo nei pressi del paese ci fermiamo al posto di blocco e ci presentiamo al (cordialissimo) militare che controlla l'accesso alla pista. Siamo arrivati all'asfalto, il viaggio può proseguire in direzione di Tata.
Salutiamo Abdullah, nostra guida e compagno di viaggio, che ci ha introdotto in una dimensione a noi lontana, sia per la bellezza dei luoghi che per la ricchezza degli incontri dal punto di vista umano.
Oceano e Plage Blanche